Un inquinamento che può essere da 5 a 10 volte più elevato che all’esterno
Solo il 22% dei dipendenti sa che mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro

Sommaire
- Cosa pensi della qualità dell’aria sul tuo luogo di lavoro?
- Francesi che valutano male la qualità dell’aria
- In inverno, diresti che la qualità dell’aria nel tuo ambiente di lavoro è:
- Secondo te, i sistemi presenti sul tuo luogo di lavoro (riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica):
- Sai se la qualità dell’aria (CO₂, particolato fine, fumi, COV, polveri industriali…) viene misurata o controllata nel tuo ambiente professionale?
- Secondo te, nella tua azienda, la qualità dell’aria interna in inverno è considerata…
- Per sapere se l’aria dei tuoi locali è salubre, qual è secondo te il miglior indicatore?
- Tra questi parametri, quali conosci (anche solo di nome) come utilizzati per misurare la qualità dell’aria interna?
- Secondo te, l’aria interna negli ambienti professionali è:
- Secondo te, mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro?
- Thibaut SAMSEL, dirigente e fondatore di OberA
- Hanno parlato di noi!
Cosa pensi della qualità dell’aria sul tuo luogo di lavoro?
È la domanda che l’azienda OberA ha posto a 5.601 persone distribuite nei sei principali settori di attività*. Un sondaggio che mostra come la maggior parte dei dipendenti sottovaluti l’inquinamento dell’aria indoor, conosca poco i rischi per la salute e ignori in gran parte gli obblighi legali del proprio datore di lavoro.
Francesi che valutano male la qualità dell’aria
Ben lontani dalla realtà, il 57% dei francesi considera l’aria del proprio luogo di lavoro “molto” o “piuttosto” di buona qualità in inverno.
Eppure, tutti gli studi concordano sul fatto che la qualità dell’aria interna può comportare rischi importanti per la salute, anche senza odori né fastidi evidenti.
Quasi 1 persona su 3 (29%) considera comunque l’aria del proprio luogo di lavoro cattiva, segno che il disagio è già percepibile in molti ambienti. Ma soprattutto, il 14% dichiara di non essersi mai posto la domanda, confermando un enorme divario tra la percezione dei dipendenti e la realtà delle sfide legate alla qualità dell’aria sul lavoro.
In inverno, diresti che la qualità dell’aria nel tuo ambiente di lavoro è:
| Risposte | Percentuali |
| Molto buona | 21 % |
| Piuttosto buona | 36 % |
| Piuttosto cattiva | 23 % |
| Molto cattiva | 6 % |
| Non so / non me lo sono mai chiesto | 14 % |
A cosa servono i sistemi presenti in azienda?
A torto, il 65% dei francesi pensa che i propri sistemi di riscaldamento, climatizzazione o VMC filtrino o purifichino l’aria, mentre la maggior parte di queste apparecchiature non è progettata per eliminare gli inquinanti senza un dispositivo di trattamento dedicato.
Più lucidi, il 23% ritiene che “servano solo a riscaldare o raffreddare”, e il 12% ammette di non sapere come funzioni, segno di una confusione generale sul ruolo reale di questi impianti.
Secondo te, i sistemi presenti sul tuo luogo di lavoro (riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica):
| Risposte | Percentuali |
| Purificano l’aria e la rendono più salubre | 34 % |
| Filtrano un po’ l’aria, ma non è la loro funzione principale | 31 % |
| Servono solo a riscaldare/raffreddare l’aria, senza purificarla | 23 % |
| Non so come funziona | 12 % |
Controlli molto sporadici
Quasi un dipendente su due non sa se la qualità dell’aria viene misurata nei propri locali: il 29% risponde “no, mai” e il 31% dichiara di non essere mai stato informato che fosse possibile misurarla.
Solo il 14% indica un controllo regolare, mentre la misurazione di CO₂, particelle o COV è ormai considerata una leva imprescindibile per garantire un ambiente di lavoro salubre e produttivo.
Sai se la qualità dell’aria (CO₂, particolato fine, fumi, COV, polveri industriali…) viene misurata o controllata nel tuo ambiente professionale?
| Risposte | Percentuali |
| Sì, regolarmente | 14 % |
| Sì, ma solo occasionalmente | 26 % |
| No, mai | 29 % |
| Non so / non sapevo che si potesse misurare | 31 % |
Aziende poco coinvolte
Nella maggior parte delle aziende, la qualità dell’aria interna resta ben dietro alla sicurezza o all’ergonomia: solo il 12% dei francesi ritiene che sia una vera priorità.
Al contrario, il 37% non ne parla praticamente mai e il 27% non sa affatto come venga gestito l’argomento, cioè quasi 2 dipendenti su 3 nel dubbio.
Secondo te, nella tua azienda, la qualità dell’aria interna in inverno è considerata…
| Risposte | Percentuali |
| Una priorità importante, al pari della sicurezza o dell’ergonomia | 12 % |
| Un tema di cui si parla a volte, ma senza azioni visibili | 24 % |
| Un tema di cui non si parla praticamente mai | 37 % |
| Non so affatto come venga gestita | 27 % |
Che cos’è un’aria salubre?
Un dato molto allarmante: una grande maggioranza di dipendenti (64%) pensa di poter valutare la qualità dell’aria dei propri locali basandosi su semplici impressioni soggettive – assenza di odori, di fumo visibile o di lamentele – senza alcuna misurazione oggettiva.
Solo il 25% cita la misurazione degli inquinanti (CO₂, COV, particelle, ecc.) come miglior indicatore, mentre gli esperti ricordano che un’aria può essere fortemente inquinata pur restando inodore e visivamente “pulita”.
Questo divario alimenta una falsa sensazione di sicurezza in molti ambienti di lavoro, mentre la qualità dell’aria interna si misura con precisione grazie a sensori e diagnosi dedicate, e rappresenta una sfida importante per la salute e le prestazioni in azienda.
Per sapere se l’aria dei tuoi locali è salubre, qual è secondo te il miglior indicatore?
| Risposte | Percentuali |
| Se non c’è cattivo odore | 34 % |
| Se non c’è fumo o polvere visibile | 23 % |
| Se nessuno si lamenta (niente mal di testa, nessun fastidio) | 7 % |
| Il fatto di misurare alcuni inquinanti (CO₂, COV, particelle, ecc.) con uno strumento adatto | 25 % |
| Non lo so | 11 % |
Una mancanza di conoscenze sull’argomento
Pochissimi francesi conoscono i parametri usati per misurare la qualità dell’aria interna. Se la temperatura (91%) e l’umidità relativa (76%) sono ampiamente riconosciute, solo il 64% cita la CO₂, il 38% il particolato fine e appena il 5% conosce i COV, mentre questi inquinanti sono al centro delle diagnosi professionali sulla qualità dell’aria. Quasi 1 intervistato su 10 dichiara perfino di non conoscere nessuno dei parametri di misurazione.
Questa scarsa conoscenza dei “veri” indicatori tecnici mostra che molte aziende comunicano pochissimo sulla misurazione della QAI, nonostante il monitoraggio di CO₂, particelle e COV sia indicato dagli esperti come indispensabile per proteggere la salute e la produttività dei team.
Tra questi parametri, quali conosci (anche solo di nome) come utilizzati per misurare la qualità dell’aria interna?
(sono possibili più risposte)
| Risposte | Percentuali |
| CO₂ (anidride carbonica) | 64 % |
| COV (composti organici volatili) | 5 % |
| Particolato fine (PM2,5 / PM10) | 38 % |
| Temperatura | 91 % |
| Umidità relativa | 76 % |
| Nessuno di questi termini mi dice qualcosa | 9 % |
Un inquinamento dell’aria interna molto sottovalutato
Quasi 9 intervistati su 10 (89%) sottovalutano l’inquinamento dell’aria interna negli ambienti professionali o semplicemente non ne hanno alcuna idea. Solo l’11% sa che può essere da 5 a 10 volte più inquinata dell’aria esterna, come confermano i dati dell’OQEI.
Nel dettaglio, il 63% pensa che l’aria interna sia meno, altrettanto o solo un po’ più inquinata di quella esterna, e il 26% non si era mai posto la domanda.
Questo enorme divario tra percezione e realtà mostra quanto l’inquinamento dell’aria interna resti un rischio invisibile, pur essendo riconosciuto come una sfida importante di salute pubblica e prevenzione in azienda.
Secondo te, l’aria interna negli ambienti professionali è:
| Risposte | Percentuali |
| Meno inquinata dell’aria esterna | 12 % |
| Più o meno altrettanto inquinata | 23 % |
| Un po’ più inquinata, ma non così tanto | 28 % |
| Da 5 a 10 volte più inquinata | 11 % |
| Non so / non me lo ero mai chiesto | 26 % |
E dal punto di vista della legge?
Questi risultati rivelano anche una reale confusione sul diritto del lavoro: solo il 22% degli intervistati sa chiaramente che mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro.
Certo, il 29% lo ritiene “probabilmente vero”, ma quasi 1 dipendente su 2 (49%) non lo sa o, peggio, pensa che non sia un obbligo.
Secondo te, mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro?
| Risposte | Percentuali |
| Sì, è assolutamente vero | 22 % |
| Probabilmente vero | 29 % |
| Non so se è vero o falso | 25 % |
| Probabilmente falso, non penso sia un obbligo | 15 % |
| Completamente falso | 9 % |
Questo sondaggio mette in luce un punto cruciale: il divario tra ciò che raccomandano gli esperti – un monitoraggio strutturato e regolare della qualità dell’aria interna – e la realtà sul campo, dove la sorveglianza resta ampiamente marginale, se non invisibile per i dipendenti.
Eppure, il Codice del lavoro impone chiaramente al datore di lavoro di garantire un’aria salubre e prevenire i rischi legati all’inquinamento indoor (in particolare gli articoli L4121-1 e R4222-1). Questo divario tra il quadro giuridico e la percezione dei dipendenti mostra che la qualità dell’aria resta un vero punto cieco della cultura della prevenzione in azienda.
Thibaut SAMSEL, dirigente e fondatore di OberA
*Metodologia: indagine condotta su un campione rappresentativo di 5.601 persone residenti in Francia, di età pari o superiore a 18 anni. Sondaggio effettuato online a novembre 2025 a partire dal panel di rispondenti BuzzPress (27.700 persone in Francia intervistate elettronicamente via email e sui social network Facebook e LinkedIn). Profili delle aziende citate dai rispondenti per il proprio luogo di lavoro:
Industria / produzione: 16%
Servizi alle persone (sanità, sociale, assistenza domiciliare, commercio, ristorazione…): 28%
Servizi alle aziende (consulenza, informatica, finanza, comunicazione…): 23%
Settore pubblico / parapubblico (amministrazioni, istruzione, ospedali…): 19%
Edilizia / BTP: 7%
Trasporti / logistica: 6%
Altro / non si esprime: 1%
Risposte compilate e ponderate in base a quote predefinite, per garantire la rappresentatività del campione e ottenere una rappresentatività della popolazione target. Tutte le ponderazioni si basano su dati amministrativi e sui dati raccolti dall’INSEE.









