Un inquinamento che può essere da 5 a 10 volte più elevato che all’esterno

Solo il 22% dei dipendenti sa che mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro

immagine studio obera inquinamento

Cosa pensi della qualità dell’aria sul tuo luogo di lavoro?

È la domanda che l’azienda OberA ha posto a 5.601 persone distribuite nei sei principali settori di attività*. Un sondaggio che mostra come la maggior parte dei dipendenti sottovaluti l’inquinamento dell’aria indoor, conosca poco i rischi per la salute e ignori in gran parte gli obblighi legali del proprio datore di lavoro.

Francesi che valutano male la qualità dell’aria

Ben lontani dalla realtà, il 57% dei francesi considera l’aria del proprio luogo di lavoro “molto” o “piuttosto” di buona qualità in inverno.

Eppure, tutti gli studi concordano sul fatto che la qualità dell’aria interna può comportare rischi importanti per la salute, anche senza odori né fastidi evidenti.

Quasi 1 persona su 3 (29%) considera comunque l’aria del proprio luogo di lavoro cattiva, segno che il disagio è già percepibile in molti ambienti. Ma soprattutto, il 14% dichiara di non essersi mai posto la domanda, confermando un enorme divario tra la percezione dei dipendenti e la realtà delle sfide legate alla qualità dell’aria sul lavoro.

In inverno, diresti che la qualità dell’aria nel tuo ambiente di lavoro è:

Risposte Percentuali
Molto buona 21 %
Piuttosto buona 36 %
Piuttosto cattiva 23 %
Molto cattiva 6 %
Non so / non me lo sono mai chiesto 14 %

A cosa servono i sistemi presenti in azienda?

A torto, il 65% dei francesi pensa che i propri sistemi di riscaldamento, climatizzazione o VMC filtrino o purifichino l’aria, mentre la maggior parte di queste apparecchiature non è progettata per eliminare gli inquinanti senza un dispositivo di trattamento dedicato.

Più lucidi, il 23% ritiene che “servano solo a riscaldare o raffreddare”, e il 12% ammette di non sapere come funzioni, segno di una confusione generale sul ruolo reale di questi impianti.

Secondo te, i sistemi presenti sul tuo luogo di lavoro (riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica):

Risposte Percentuali
Purificano l’aria e la rendono più salubre 34 %
Filtrano un po’ l’aria, ma non è la loro funzione principale 31 %
Servono solo a riscaldare/raffreddare l’aria, senza purificarla 23 %
Non so come funziona 12 %

Controlli molto sporadici

Quasi un dipendente su due non sa se la qualità dell’aria viene misurata nei propri locali: il 29% risponde “no, mai” e il 31% dichiara di non essere mai stato informato che fosse possibile misurarla.

Solo il 14% indica un controllo regolare, mentre la misurazione di CO₂, particelle o COV è ormai considerata una leva imprescindibile per garantire un ambiente di lavoro salubre e produttivo.

Sai se la qualità dell’aria (CO₂, particolato fine, fumi, COV, polveri industriali…) viene misurata o controllata nel tuo ambiente professionale?

Risposte Percentuali
Sì, regolarmente 14 %
Sì, ma solo occasionalmente 26 %
No, mai 29 %
Non so / non sapevo che si potesse misurare 31 %

Aziende poco coinvolte

Nella maggior parte delle aziende, la qualità dell’aria interna resta ben dietro alla sicurezza o all’ergonomia: solo il 12% dei francesi ritiene che sia una vera priorità.

Al contrario, il 37% non ne parla praticamente mai e il 27% non sa affatto come venga gestito l’argomento, cioè quasi 2 dipendenti su 3 nel dubbio.

Secondo te, nella tua azienda, la qualità dell’aria interna in inverno è considerata…

Risposte Percentuali
Una priorità importante, al pari della sicurezza o dell’ergonomia 12 %
Un tema di cui si parla a volte, ma senza azioni visibili 24 %
Un tema di cui non si parla praticamente mai 37 %
Non so affatto come venga gestita 27 %

Che cos’è un’aria salubre?

Un dato molto allarmante: una grande maggioranza di dipendenti (64%) pensa di poter valutare la qualità dell’aria dei propri locali basandosi su semplici impressioni soggettive – assenza di odori, di fumo visibile o di lamentele – senza alcuna misurazione oggettiva.

Solo il 25% cita la misurazione degli inquinanti (CO₂, COV, particelle, ecc.) come miglior indicatore, mentre gli esperti ricordano che un’aria può essere fortemente inquinata pur restando inodore e visivamente “pulita”.

Questo divario alimenta una falsa sensazione di sicurezza in molti ambienti di lavoro, mentre la qualità dell’aria interna si misura con precisione grazie a sensori e diagnosi dedicate, e rappresenta una sfida importante per la salute e le prestazioni in azienda.

Per sapere se l’aria dei tuoi locali è salubre, qual è secondo te il miglior indicatore?

Risposte Percentuali
Se non c’è cattivo odore 34 %
Se non c’è fumo o polvere visibile 23 %
Se nessuno si lamenta (niente mal di testa, nessun fastidio) 7 %
Il fatto di misurare alcuni inquinanti (CO₂, COV, particelle, ecc.) con uno strumento adatto 25 %
Non lo so 11 %

Una mancanza di conoscenze sull’argomento

Pochissimi francesi conoscono i parametri usati per misurare la qualità dell’aria interna. Se la temperatura (91%) e l’umidità relativa (76%) sono ampiamente riconosciute, solo il 64% cita la CO₂, il 38% il particolato fine e appena il 5% conosce i COV, mentre questi inquinanti sono al centro delle diagnosi professionali sulla qualità dell’aria. Quasi 1 intervistato su 10 dichiara perfino di non conoscere nessuno dei parametri di misurazione.

Questa scarsa conoscenza dei “veri” indicatori tecnici mostra che molte aziende comunicano pochissimo sulla misurazione della QAI, nonostante il monitoraggio di CO₂, particelle e COV sia indicato dagli esperti come indispensabile per proteggere la salute e la produttività dei team.

Tra questi parametri, quali conosci (anche solo di nome) come utilizzati per misurare la qualità dell’aria interna?

(sono possibili più risposte)

Risposte Percentuali
CO₂ (anidride carbonica) 64 %
COV (composti organici volatili) 5 %
Particolato fine (PM2,5 / PM10) 38 %
Temperatura 91 %
Umidità relativa 76 %
Nessuno di questi termini mi dice qualcosa 9 %

Un inquinamento dell’aria interna molto sottovalutato

Quasi 9 intervistati su 10 (89%) sottovalutano l’inquinamento dell’aria interna negli ambienti professionali o semplicemente non ne hanno alcuna idea. Solo l’11% sa che può essere da 5 a 10 volte più inquinata dell’aria esterna, come confermano i dati dell’OQEI.

Nel dettaglio, il 63% pensa che l’aria interna sia meno, altrettanto o solo un po’ più inquinata di quella esterna, e il 26% non si era mai posto la domanda.

Questo enorme divario tra percezione e realtà mostra quanto l’inquinamento dell’aria interna resti un rischio invisibile, pur essendo riconosciuto come una sfida importante di salute pubblica e prevenzione in azienda.

Secondo te, l’aria interna negli ambienti professionali è:

Risposte Percentuali
Meno inquinata dell’aria esterna 12 %
Più o meno altrettanto inquinata 23 %
Un po’ più inquinata, ma non così tanto 28 %
Da 5 a 10 volte più inquinata 11 %
Non so / non me lo ero mai chiesto 26 %

E dal punto di vista della legge?

Questi risultati rivelano anche una reale confusione sul diritto del lavoro: solo il 22% degli intervistati sa chiaramente che mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro.

Certo, il 29% lo ritiene “probabilmente vero”, ma quasi 1 dipendente su 2 (49%) non lo sa o, peggio, pensa che non sia un obbligo.

Secondo te, mantenere un’aria interna salubre è un obbligo normativo per il datore di lavoro?

Risposte Percentuali
Sì, è assolutamente vero 22 %
Probabilmente vero 29 %
Non so se è vero o falso 25 %
Probabilmente falso, non penso sia un obbligo 15 %
Completamente falso 9 %

Questo sondaggio mette in luce un punto cruciale: il divario tra ciò che raccomandano gli esperti – un monitoraggio strutturato e regolare della qualità dell’aria interna – e la realtà sul campo, dove la sorveglianza resta ampiamente marginale, se non invisibile per i dipendenti.

Eppure, il Codice del lavoro impone chiaramente al datore di lavoro di garantire un’aria salubre e prevenire i rischi legati all’inquinamento indoor (in particolare gli articoli L4121-1 e R4222-1). Questo divario tra il quadro giuridico e la percezione dei dipendenti mostra che la qualità dell’aria resta un vero punto cieco della cultura della prevenzione in azienda.

Thibaut SAMSEL, dirigente e fondatore di OberA

*Metodologia: indagine condotta su un campione rappresentativo di 5.601 persone residenti in Francia, di età pari o superiore a 18 anni. Sondaggio effettuato online a novembre 2025 a partire dal panel di rispondenti BuzzPress (27.700 persone in Francia intervistate elettronicamente via email e sui social network Facebook e LinkedIn). Profili delle aziende citate dai rispondenti per il proprio luogo di lavoro:

Industria / produzione: 16%

Servizi alle persone (sanità, sociale, assistenza domiciliare, commercio, ristorazione…): 28%

Servizi alle aziende (consulenza, informatica, finanza, comunicazione…): 23%

Settore pubblico / parapubblico (amministrazioni, istruzione, ospedali…): 19%

Edilizia / BTP: 7%

Trasporti / logistica: 6%

Altro / non si esprime: 1%

Risposte compilate e ponderate in base a quote predefinite, per garantire la rappresentatività del campione e ottenere una rappresentatività della popolazione target. Tutte le ponderazioni si basano su dati amministrativi e sui dati raccolti dall’INSEE.

Hanno parlato di noi!

logo agenzia stampa
AGENZIA STAMPA
logo horizonviesante
HORIZON VIE ET SANTE
news eco logo2
logo lyftv
LYF TV NEWS
cropped cn 1
CATEGORYNET
logo esteval 200 200
ESTEVAL
therm presse01
THERMPRESSE
terrefutur logo
TERRE FUTUR
logoinrs
PORTALE DOCUMENTALE INRS
Thomas Stanislas

À propos de l'auteur : Thomas Stanislas

Thomas Stanislas est Responsable Marketing chez OberA, où il met à profit son expérience de 10 ans dans le domaine des affaires. Ingénieur d'affaires de formation, il apporte son expertise pour développer des stratégies innovantes et accompagner l’entreprise dans sa croissance. Passionné par les nouvelles technologies et les solutions durables, Thomas s'engage à faire évoluer la communication et le positionnement de la marque OberA sur le marché des solutions de purification et de rafraîchissement d'air.

Voir tous les articles de cet auteur

Lascia un commento

echo '';